Un pensiero su “OTTOBRE MISSIONARIO 2013

  1. CARISSIMI TUTTI, VI GIRO PARTE DI UNA LETTERA INVIATAMI DA UN AMICO SU UNO DEGLI ULTIMI DISCORSI DEL PAPA, ANCHE IN VISTA DEL PROSSIMO CONSIGLIO PASTORALE: VI PREGO DI LEGGERLO PERCHE’ E’ BELLISSIMO !!!!!!!!!” RENDERE VISIBILE L’ESSENZIALE, CIOE’ GESU'”Mi ha stupito leggere questa settimana, nel discorso alla plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, alcune delle preoccupazioni del Papa 1) Innanzitutto, papa Francesco richiama tutti al fatto che «nuova evangelizzazione» significa «risvegliare nel cuore e nella mente dei nostri contemporanei la vita della fede. La fede è un dono di Dio, ma è importante che noi cristiani mostriamo di vivere in modo concreto la fede, attraverso l’amore, la concordia, la gioia, la sofferenza, perché questo suscita delle domande, come all’inizio del cammino della Chiesa: perché vivono così? Che cosa li spinge? Sono interrogativi che portano al cuore dell’evangelizzazione che è la testimonianza della fede e della carità. Ciò di cui abbiamo bisogno, specialmente in questi tempi, sono testimoni credibili che con la vita e anche con la parola rendano visibile il Vangelo, risveglino l’attrazione per Gesù Cristo, per la bellezza di Dio… C’è bisogno di cristiani che rendano visibile agli uomini di oggi la misericordia di Dio, la sua tenerezza per ogni creatura».2) Quindi è passato al secondo aspetto: «L’incontro, l’andare incontro agli altri. La nuova evangelizzazione è un movimento rinnovato verso chi ha smarrito la fede e il senso profondo della vita. Questo dinamismo fa parte della grande missione di Cristo di portare la vita nel mondo, l’amore del Padre all’umanità. Il Figlio di Dio è “uscito” dalla sua condizione divina ed è venuto incontro a noi. La Chiesa è all’interno di questo movimento, ogni cristianoè chiamato ad andare incontro agli altri, a dialogare con quelli che non la pensano come noi, con quelli che hanno un’altra fede, o che non hanno fede. Incontrare tutti, perché tutti abbiamo in comune l’essere creati a immagine e somiglianza di Dio. Possiamo andare incontro a tutti, senza paura e senza rinunciare alla nostra appartenenza».3) Infine ha invitato a riconoscere che «tutto questo, però, nella Chiesa non è lasciato al caso, all’improvvisazione. Esige l’impegno comune per un progetto pastorale che richiami l’essenziale e che sia ben centrato sull’essenziale, cioè su Gesù Cristo. Non serve disperdersi in tante cose secondarie o superflue, ma concentrarsi sulla realtà fondamentale, che è l’incontro con Cristo, con la sua misericordia, con il suo amore e l’amare i fratelli come Lui ci ha amato» e che «ci spinge anche a percorrere vie nuove, con coraggio, senza fossilizzarci! Ci potremmo chiedere: com’è la pastorale delle nostre diocesi e parrocchie? Rende visibile l’essenziale, cioè Gesù Cristo?».

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